Modelli di Dispersione

I modelli di dispersione sono delle simulazioni matematiche che permettono di descrivere la ricaduta di odore e inquinanti (NOx, SOx, CO, PM10…) nel territorio circostante all’insediamento produttivo.

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Il Decreto Ministeriale n. 261 del 01/10/2002 “Regolamento recante le direttive tecniche per la valutazione preliminare della qualità dell’aria ambiente, i criteri per l’elaborazione del piano e dei programmi di cui agli articoli 8 e 9 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351” individua i modelli di dispersione come un utile strumento per:

•“Ottenere campi di concentrazione anche in porzioni di territorio ove non esistano punti di misura, o estendere la rappresentatività spaziale della misura stessa;

•Ottenere informazioni sulle relazioni tra emissioni e immissioni (matrici sorgenti – ricettori) discriminando quindi fra i contributi delle diverse sorgenti;

•Valutare l’impatto di inquinanti non misurati dalla rete di monitoraggio;

•Studiare scenari ipotetici di emissioni alternativi rispetto al quadro attuale o passato”.

I modelli di dispersione risultano, al giorno d’oggi, l’unico strumento che permette di fare delle valutazioni “predittive” sulla potenziale ricaduta di inquinanti ed odori sul territorio, prima della realizzazione dell’impianto stesso. Le principali applicazioni della modellistica della dispersione sono:

•Valutazioni previsionali dell’impatto delle emissioni in atmosfera di odori e inquinanti per finalità autorizzative (AIA, VIA…);

•Valutazione dell’impatto delle emissioni in atmosfera a partire dai risultati ottenuti mediante campionamenti olfattometrici effettuati sulle sorgenti emissive.

L’utilizzo della modellistica della dispersione per valutare l’impatto olfattivo presso i recettori sensibili è raccomandato dalle Linee guida della Regione LombardiaLinee guida per la caratterizzazione e l’autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno” emesse con Deliberazione Giunta regionale del 15 febbraio 2012 – n. IX/3018, che fungono da riferimento a livello nazionale.

La modellistica della dispersione dell’odore permette di quantificare l’impatto osmogeno dell’impianto sul territorio circostante e si basa su dati olfattometrici, dati meteorologici e orografia del territorio. Esso fornisce una precisa indicazione dell’impatto olfattivo provocato da un impianto nelle zone limitrofe.

Le principali fasi nella costruzione di un modello di dispersione sono:

•Individuazione delle sorgenti emissive•

Acquisizione dei dati metereologici (ad esempio da centraline ARPA), dell’orografia e dell’uso del suolo;

•Simulazione della ricaduta di odore e/o inquinanti;

•Valutazione del reale impatto della realtà produttiva nel territorio circostante.